Il basco è un copricapo di panno senza falde o visiera.

Popolare tra i contadini dei Paesi Baschi,  in Italia era comunissimo come copricapo della classe operaia ed esponenti della cultura e della politica degli anni ’50 e ’60 come Cesare Zavattini e Pietro Nenni per citare soltanto quelli che si faticherebbe a ricordare senza il loro basco ben calzato in testa.

Il basco “italiano” era caratterizzato dal diametro esterno che non superava i 48/50 mm di quello interno ovvero della testa di chi lo portava.

Questo lo differenziava sostanzialmente da tutti quelli più larghi come i baschi militari o addirittura quelli dei pittori che potevano essere portati con una falda più o meno ricadente di lato.

 

Il purillo

Questo basco, ribattezzato con nomi diversi nelle varie aree dell’Italia settentrionale a Modena si chiamava purillo (con la doppia elle pronunciata all’ italiana) dal nome del “picciolo” che ne caratterizza la sommità.

Il purillo fan club

Nata per gioco, portare questo copricapo, è diventata un’abitudine gradevole per alcuni amici che ne hanno apprezzato la comodità e la praticità incuranti delle proteste di mogli e figli che giudicavano imbarazzante farsi vedere in giro con un copricapo così ridicolo.

E così, da uno sparuto gruppo di audaci (tre), l’uso del purillo si è diffuso fino a contare oggi diciassette convinti divulgatori delle qualità di questo forse umile ma comodissimo modo di coprirsi la testa.

Il successo è stato tale da convincere la piccola comunità ad impegnarsi a diffonderne l’uso fondando il purillo fan club.

 

www.purillofanclub.it

il sito nasce non soltanto per far apprezzare le doti di questo copricapo come oggetto di utilità ma anche di farne conoscere la storia attraverso le testimonianze lasciate da grandi personaggi e soprattutto, delle persone comuni che hanno visto padri, zii e loro amici con in testa un purillo.